Ci sono le guide ufficiali della Riserva Marina di Portofino. E poi c'è il modo in cui la conosciamo noi — fondali per fondali, roccia per roccia, creatura per creatura, dopo 25 anni di immersioni.

Non vi daremo un elenco di nomi scientifici. Vi raccontiamo quello che troverete.

La riserva marina,
a modo nostro...

La Grotta dei Gamberi

All'ingresso c'è lui — il Grande Grongo. Da almeno dieci anni presidia quella soglia come un guardiano che non ha nessuna intenzione di spostarsi. Lo trovate lì. Vi guarda. Voi lo guardate. Poi si va avanti.

La Secca dell'Isuela — la spianata delle murene

Ogni buco, una murena. Non è un modo di dire. Alla secca dell'Isuela le murene si acquattano ovunque, curiose e immobili, con quella faccia da chi non ha niente da dimostrare. Un posto che non dimentichi.

La Secca Gonzatti

Nuotare in mezzo a un banco di barracuda è una di quelle esperienze che è difficile spiegare a chi non l'ha vissuta. Alla Gonzatti succede. Spesso. Portatevi la macchina fotografica.

Il Faro di Portofino

Sotto al faro vivono le cernie. Grandi, tranquille, abituate alla gente — si lasciano avvicinare con una calma quasi aristocratica. Il tipo di incontro che ricordi a lungo.

La Testa del Leone — la sorgente sottomarina

Uno dei posti più strani e affascinanti della Riserva. In una piccola grotta sgorga una sorgente di acqua dolce — quando ci entri, l'acqua intorno a te sembra tremare, come un miraggio liquido. Non è un effetto ottico, è fisica.
Ed è bellissimo.

Questi sono solo alcuni dei posti che frequentiamo.
Ogni immersione ha la sua storia
e spesso la storia migliore è quella che non ti aspettavi.